Mercati

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La newsletter quotidiana sul commento dei mercati è stata sostituita, a partire dal 25/05/2016,  con le due newsletter settimanali che potete trovare nelle nuove sezioni “TRA MERCATI & FINANZA” e “TRA FISCALITÀ & FINANZA”

Fra petrolio e Bad bank

Da tempo i mercati delle azioni “arrancano”. Non si ha la spinta degli utili – fermi nelle due sponde dell'Atlantico, e neppure quella della discesa ulteriore dei rendimenti – ormai nulli o quasi. Mancando questa duplice spinta, prima o poi si sarebbe avuta una flessione.

Nell'attesa di un pavimento

Da tempo i mercati delle azioni “arrancavano”. Quello statunitense dalla fine del 2014, quello europeo dalla primavera del 2015. Non si aveva la spinta degli utili – fermi nelle due sponde dell'Atlantico, e neppure quella della discesa ulteriore dei rendimenti – ormai nulli o quasi.

Sale lenta e cade veloce

Quando le borse incominciano a flettere accade frequentemente che la caduta acceleri. I mercati finanziari sono “conservatori”, ossia cambiano molto difficilmente idea, ma, quando la cambiano, la cambiano in fretta.

La bolla cinese

Ci si meraviglia per la caduta della borsa cinese. A guardare il grafico della borsa cinese dell'aprile dello scorso anno si vede bene che non si ha ragione oggi per sorprendersi. La borsa cinese era esplosa in assenza di una miglioramento drammatico degli andamenti aziendali.

Il trigger cinese

La caduta dei corsi azionari cinesi è una vicenda normale. Le azioni cinesi sono essenzialmente detenute dai cinesi ed hanno delle quotazioni molte alte, di molto maggiori - circa il triplo - di quelle degli altri paesi. La “bolla” azionaria cinese si sta perciò "sgonfiando".

Comitato d'investimento 2016 / I

Poco è cambiato nei mercati finanziari nel 2015, e quindi nel 2016 dobbiamo trovare una risposta alle stesse domande di un anno fa: 1) le obbligazioni rendono molto poco, e perciò si ha una spinta a comprare azioni, che però non sono “a buon mercato”.

Fonti di nervosismo - III

La caduta del prezzo del petrolio riduce i ricavi delle imprese del settore, mentre riduce i costi degli utilizzatori. Più in generale – a seconda del livello delle accise – riduce anche la spesa per l'energia dei consumatori.

Fonti di nervosismo - II

La riunione della banca centrale statunitense (FED) di questa settimana deve decidere se alzare i tassi di interesse che paga alle banche di credito di ordinario che depositano le loro riserve in eccesso presso di lei, e se alzare i tassi di interesse che le banche pagano quando si scambiano la liquidità.

Fonti di nervosismo

In questi ultimi giorni sono tre le fonti di “nervosismo” che s'aggirano per i mercati: la vicenda delle obbligazioni subordinate in Italia, la flessione dei mercati azionari ovunque, e la flessione delle obbligazioni di minor qualità (high yield) negli Stati Uniti.

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