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La newsletter quotidiana sul commento dei mercati è stata sostituita, a partire dal 25/05/2016,  con le due newsletter settimanali che potete trovare nelle nuove sezioni “TRA MERCATI & FINANZA” e “TRA FISCALITÀ & FINANZA”

Le critiche tedesche a Draghi

Si levano voci in Germania contrarie alla politica della Banca Centrale Europea. Quest'ultima pratica dei tassi di interesse nulli o negativi, e compra titoli stato (il Quantitative Easing). In breve, le critiche sono due.

Tutte le politiche monetarie sono espansive

Prima la banca centrale europea (BCE) la settimana scorsa (1), (2), poi quella del Giappone (BOJ) nei giorni scorsi, ed, infine, quella Statunitense (FED) ieri, hanno deciso di continuare con le politiche più o meno accomodanti. La BCE e la BOJ con politiche molto accomodanti, la FED con politiche che possiamo definire neutrali.

La prossima riunione della BCE

Nel Commento di ieri avevamo mostrato quanto sia difficile - sulla base dei dati a disposizione - prendere una posizione semplice e chiara sull'opportunità di alzare o meno i tassi di interesse negli Stati Uniti. Fra dieci giorni si riunirà la Federal Reserve (FED).

Interpretare per decidere

Venerdì scorso sono usciti, come ogni primo venerdì di ogni mese, i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti. Sono stati creati oltre duecento mila posti di lavoro, ed il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso.

Le ragioni della prudenza

Si hanno le politiche monetarie ultra-espansive. I tassi praticati sono nulli, e si hanno gli acquisti di obbligazioni. Questo accadeva negli Stati Uniti, Nell'Euro-zona, in Giappone, ed anche in altri paesi. Negli Stati Uniti i tassi sono stati rialzati di poco a dicembre, mentre gli acquisti di obbligazioni sono terminati nel 2014.

La (non) decisione sui tassi / II

Dopo quasi dieci anni la Banca Centrale degli Stati Uniti (FED) ha deciso di alzare i tassi di interesse. Il rialzo è minuscolo – lo 0,25%, ma quello che conta è che cosa accadrà poi: le previsioni della FED sono di un tasso di interesse intorno al 1,5% alla fine del 2016.

Alzare molto, alzare poco

Fra le ragioni che militano contro un rialzo forte dei tassi di interesse negli USA, rialzo che avrebbe lo scopo di raffreddare la crescita - oltre a quelle “tradizionali” come il mercato del lavoro che è meno vispo di quanto non appaia, e del gran debito in dollari del paesi emergenti – si ha quella del livello di indebitamento delle i

I rendimenti negativi

Siete il tesoriere di una banca: la banca centrale europea e la banca centrale italiana comprano i titoli di stato che si trovano nel vostro portafoglio. Avete quindi della nuova liquidità a disposizione. Una parte è impiegata – ma non da voi - per aprire nuove linee di credito. La parte rimanente siete voi che la dovete investire.

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