Alzare molto, alzare poco

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Alzare molto, alzare poco

Fra le ragioni che militano contro un rialzo forte dei tassi di interesse negli USA, rialzo che avrebbe lo scopo di raffreddare la crescita - oltre a quelle “tradizionali” come il mercato del lavoro che è meno vispo di quanto non appaia, e del gran debito in dollari del paesi emergenti – si ha quella del livello di indebitamento delle imprese domestiche.

Le imprese statunitensi hanno un debito netto (Net Debt = debito meno i crediti e la liquidità) che è pari a una volta e mezza il margine lordo (EBITDA = Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, Amortization). Un rapporto che tende a quasi due volte, se il calcolo è fatto non sulla media (debito netto di tutte le imprese diviso per il margine lordo di tutte le imprese), ma sulla mediana (debito netto sul margine lordo dell'impresa che sta a metà fra le più e le meno indebitate sul margine lordo). Insomma, se le imprese per due anni non pagassero gli interessi, le imposte e non facessero ammortamenti, ecco che pagherebbero il loro debito, ma solo dopo avere chiuso con i loro crediti e venduto la liquidità.

Una situazione “tirata”, assai simile a quella ante crisi, come ben mostra il grafico. Si potrebbero osservare altre relazioni, come il debito crescente a costi decrescenti, che hanno in parte finanziato la distribuzione dei dividendi e l'acquisto di azioni proprie, ma le cose non cambiano. Si ha in ogni modo una leva finanziaria elevata, che potrebbe mal reggere un forte rialzo dei tassi.

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