Banche e erogazione del credito

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Banche e erogazione del credito

Le banche italiane hanno sofferenze per 200 miliardi di euro, e prestiti deteriorati per altri 150, che insieme ammontano a circa il 15 per cento del credito totale. Si ha perciò un forte vincolo all’erogazione dei prestiti, perché le banche debbono accantonare risorse cospicue per far fronte ai cattivi crediti, risorse che assorbono gran parte del risultato operativo. Alla fine, il credito alle imprese ristagna o si contrae. Che fare? La prima idea sono delle nuove regole sulla dotazione di capitale, la seconda è la “bad bank”.

Sulle nuove regole la posizione della Banca d'Italia è che bisogna combinare il rafforzamento patrimoniale con le esigenze di allargare il credito: più capitale insieme a più prestiti. “Le nuove regole – sostiene il governatore Visco – su capitale, leva e liquidità, renderanno il sistema più stabile, ma al tempo stesso ne deriveranno una riduzione della capacità delle banche di assumersi rischi. L’erogazione dei prestiti diverrà più selettiva. Andrà perciò stimolato lo sviluppo di forme alternative di finanziamento”. Si può così pensare alle obbligazioni. Ma le possibilità di compensazione offerte dal mercato finanziario sono contenute: alla fine del 2014 le obbligazioni rappresentavano circa il 10 per cento del mercato del credito.

Ecco allora la “bad bank”. Un veicolo nel quale convogliare sofferenze e crediti deteriorati – si vocifera di un veicolo con una dotazione di capitale di 8 miliardi di euro e con la possibilità di acquisire fino a dieci volte tanto - richiede però una garanzia statale sulle eventuali perdite. Ma ciò viene considerato dall’Unione Europea un aiuto di stato.

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