Brexit

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Brexit

Si fa veramente fatica a capire per quale ragione la Gran Bretagna voglia uscire dall'Unione Europea. Se si prende la tabella che espone le ragioni a favore della permanenza e a favore dell'uscita non si capisce poi molto, la tabella la trovate qui (1). Le ragioni per uscire dall'Unione Europea sembrano più di “sentimento” (se si preferisce di “malessere”) che di “ragione” (se si preferisce di “calcolo”).

Il 50% delle esportazioni britanniche è verso l'Europa, mentre poco più del 5% di quelle europee è verso la Gran Bretagna. I trasferimenti britannici verso l'Europa – ossia verso il bilancio comune - sono di molto inferiori ai trasferimenti europei verso la Gran Bretagna. La Gran Bretagna, infine, ha la propria moneta e quindi non ha i vincoli degli altri paesi, che debbono trovare un modo per combinare una politica monetaria comune con i propri bilanci pubblici. Un ragionamento (molto tecnico) che spiega come la Gran Bretagna abbia tratto un gran vantaggio quando c'era la crisi lo si trova qui, laddove si analizzano gli avvenimenti del 2011 (2).

Se il timore britannico fosse l'eccesso di rigidità presenti in Europa nel mercato dei prodotti e del lavoro, rigidità che potrebbero esserle imposte, avremmo a che fare con un timore poco fondato. Il grafico mostra sull'asse verticale quanto un paese è rigido sul mercato dei prodotti, e sull'asse orizzontale quanto un paese è rigido sul mercato del lavoro. La Gran Bretagna è il paese più liberalizzato di tutti. La politica negli altri paesi poi è quella di rendere più elastici i mercati dei prodotti e del lavoro (la famosa “politica dell'offerta”), e dunque sono semmai gli altri paesi a volersi spostare a sinistra (nel grafico) e di non imporre alla Gran Bretagna di non andare a destra (nel grafico).

 

(1)http://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2016/01/graphics-britain-s-referendum-eu-membership?fsrc=scn/fb/te/bl/ed/prosconsbrexit+

(2)http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/1195-la-caduta-dei-mercati-finanziari-in-italia.html

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