Brexit

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Brexit

E' iniziata la campagna referendaria per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (Great Britain (Br) + Exit = Brexit). Vincesse il “sì, vogliamo uscire”, ci vorrebbero almeno due anni per dirimere le molte questioni. Molti – fra cui il Fondo Monetario Internazionale - temono la vittoria del sì che potrebbe portare grande incertezza in Europa e quindi nel Mondo. Resta il mistero per chi non sia un britannico con passione isolazionista del senso di questa campagna referendaria.

Il cinquanta per cento delle esportazioni britanniche è verso il Continente, mentre le esportazioni verso la Gran Bretagna dei Paesi dell'Unione sono solo il dieci per cento delle esportazioni totali. Il ritorno di barriere tariffarie non aiuterebbe le esportazioni britanniche. Senza contare gli effetti sulla City, che potrebbe veder ridotta la propria libertà di movimento. Questi sono dei discorsi certamente concreti, che però si presentano come astratti a livello individuale, ossia del britannico che va a votare. Il quale forse pensa a quanto risparmierà la Gran Bretagna come taglio dei trasferimenti verso il bilancio comune gestito degli “eurocrati”. Peccato che i conti mostrino che le perdite legate all'uscita sono molto maggiori dei risparmi da trasferimenti (1).

Forse il britannico che va a votare “sì, usciamo” non pensa alle minuzie della propria vita. Immaginiamo che sogni di andare a vivere da pensionato in Spagna. Se è pensionato e quindi non ha un reddito da lavoro, deve farsi riconoscere il reddito da pensionato come un reddito sufficiente per soggiornare a lungo. Inoltre, se è ricoverato oggi in un ospedale spagnolo non spende niente perché la fattura è mandata al “National Health Service”. E tante altre minuzie, che però sono la vita di tutti i giorni. Se la Gran Bretagna uscisse dall'Unione ecco che emergerebbero tutte questi questioni in apparenza minori (2).

Il ragionamento fatto fin qui è troppo economico, perché non tiene nel dovuto conto quanto perderebbe politicamente l'Unione Europea, se la Gran Bretagna uscisse. Si ha perciò chi ricorda la “grande politica” (3): la Germania che – priva del contrappeso di Albione - si “mangia” la Francia, eccetera. Sono ricordate anche le forze separatiste – come quelle delle Catalogna - che emergerebbero in Europa sulla scia dell'uscita della Gran Bretagna. Peraltro si può anche immaginare la Scozia che approfitta dell'uscita dell'Inghilterra per chiedere la propria autonomia, con la scusa di rimanere nell'Unione Europea.

Tutto sommato però non si capisce – o almeno non si capisce dal punto di vista di un continentale che crede nell'Unione Europea - il senso del referendum britannico: si hanno alla fine pochi vantaggi da buttare sulla bilancia dell'orgoglio isolazionista.

1-http://cep.lse.ac.uk/pubs/download/brexit02.pdf

2-https://next.ft.com/content/632e93c4-ffde-11e5-99cb-83242733f755

3-https://next.ft.com/content/918d5c56-031b-11e6-99cb-83242733f755

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