I rendimenti negativi

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I rendimenti negativi

Siete il tesoriere di una banca: la banca centrale europea e la banca centrale italiana comprano i titoli di stato che si trovano nel vostro portafoglio. Avete quindi della nuova liquidità a disposizione. Una parte è impiegata – ma non da voi - per aprire nuove linee di credito. La parte rimanente siete voi che la dovete investire.

Se voi depositate presso la banca centrale la liquidità eccedente, vi sarà riconosciuto il tasso sulle riserve in eccesso, che da qualche tempo è negativo nell'euro-zona, ed è pari al -0,2% per cento. Quindi ci rimettete. Alla scadenza ricevete meno denari di quanti ne avete versati. Se, invece, comprate dei titoli di stato a breve scadenza, e 1) siete certi che gli stati siano solventi, ossia che sarete rimborsati alla scadenza, e 2) se il loro rendimento è maggiore del -0,2%, allora li comprate. Alla scadenza ricevete meno denari di quanti ne avete versati, ma un pò più di quanto incassereste con le riserve in eccesso.

Questo meccanismo – i tassi quasi nulli oppure negativi dove impiegate le riserve con il concorso delle politiche di acquisto delle obbligazioni, che vi forniscono la liquidità aggiuntiva da impiegare appunto nelle riserve – spiegano i rendimenti negativi delle obbligazioni a breve termine. I rendimenti negativi delle obbligazioni a breve scadenza vi spingono però a comprare anche le obbligazioni a più lunga scadenza. Non che queste diano chissà quali rendimenti. Anzi, togliendo dal rendimento nominale l'inflazione per quanto minuscola, le imposte, e i costi di transazione, avete nel caso dei titoli tedeschi un rendimento negativo, anche se meno negativo di quel che avreste comprando i titoli tedeschi a due anni.

Si hanno alla fine dei rendimenti simili lungo tutte le scadenze temporali: essi sono negativi o nulli . Una vera novità, perché i rendimenti negativi o nulli se si sono avuti solo quando l'inflazione era alta ed imprevista.

La vostra banca guadagna, alla fine, nulla e dalle riserve e dagli investimenti in titoli di stato. Lo stesso accade, ma con un meccanismo diverso, alle assicurazioni ed ai fondi pensione. La politica monetaria ultra espansiva fornisce la liquidità alle banche perché accendano i crediti, ma le banche non aprono crediti per il controvalore della liquidità ricevuta, perché debbono tener conto del merito di credito dei debitori. Intanto, le assicurazioni e i fondi pensione sono mal messi. Anche i privati che detengono i titoli di stato si accorgono che hanno guadagnato solo (anche se molto) sui titoli emessi, ma che guadagneranno poco o niente su quelli di nuova emissione.

Traggono nel frattempo giovamento i conti pubblici, perché si schiaccia il costo del debito. Tutto questo schiacciare i rendimenti delle obbligazioni statali, spinge verso le obbligazioni private e verso la borsa. La quale ultima, come abbiamo visto nel Commento di due giorni fa -1, sale anche se i profitti sono piatti.

1- http://www.scmsim.it/web/blog/autostrade-e-mulattiere

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