Il bazooka di Draghi

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Il bazooka di Draghi

La Banca Centrale Europea (BCE) ha tagliato i tassi - il tasso sulle riserve è ora al -0,4 per cento. Ha, inoltre, deciso di aumentare gli acquisti mensili di obbligazioni sia del Tesoro sia private. Ha, infine, deciso di finanziare ai tassi prevalenti (ossia per ora nulli) le banche qualora queste finanziassero l'economia reale - un'operazione detta TLTRO = Targeted long-term refinancing operations.

Delle tre decisioni la più innovativa è l'ultima. Le banche potranno accedere a operazioni di rifinanziamento dalla BCE per un ammontare pari al 30% del valore dei prestiti posseduti in bilancio. E’ una misura che permette alle banche di utilizzare i mutui da loro concessi alla economia reale come “collaterale” per ottenere prestiti dalla BCE. La speranza è che con questo strumento la Bce abbia aperto la strada a interventi che possano favorire uno sblocco dei crediti incagliati.

Il primo obiettivo della BCE è (ovviamente) quello di spingere le banche a finanziare l'economia reale, perché se parcheggiano la liquidità presso la banca centrale ci rimettono – i tassi sono nulli o negativi, e, se vogliono aumentare i crediti, sono finanziate a tassi per ora nulli - il TLTRO appunto. L'altro obiettivo (meno evidente) è quello di schiacciare il costo del debito pubblico fino a quando la ripresa non diventi stabile. Se così non si facesse, il costo del debito pubblico dei Paesi detti “malmessi” potrebbe aumentare.

Sono mosse delle critiche a queste decisioni. Queste critiche sono fatte risalire alla visione “tedesca” dell'economia. I critici di Draghi sostengono che, se la curva dei rendimenti continua ad essere schiacciata - i tassi a breve sono negativi e quelli lunga - pur superiori - sono a dei livelli minimi, le banche guadagnano molto poco. Le banche, infatti, guadagnano se la curva dei rendimenti è ripida, con i rendimenti a lunga elevati come livello e non solo come differenza con quelli a breve, e dunque non aumentano i crediti erogati. I critici di Draghi sostengono poi che più la banca centrale schiaccia il costo del debito pubblico, meno incentivo si ha in campo politico per portare sotto controllo la spesa pubblica. E dunque che non serve schiacciare il costo del debito per migliorare i conti pubblici. Anzi, il bilancio dello stato è lasciato così come è, proprio perché il costo del debito è schiacciato.

Ha ragione Draghi, oppure i suoi critici? La risposta è: entrambi. Se ci si concentra nel breve termine ha ragione il primo, se, invece, ci si concentra nel lungo termine, hanno ragione i secondi. Come che sia, per ora il rischio di un rialzo dei rendimenti sul debito pubblico dell'Euro-zona è quasi nullo, e si ha una spinta a favore delle obbligazioni private, così come verso le azioni. Queste ultime sono attraenti non perché gli utili delle imprese siano in ascesa, ma perché i rendimenti nulli delle obbligazioni spingono a comperarle.

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