Il premio per il rischio

Form di ricerca

Il premio per il rischio

Il prezzo delle azioni dipende dal flusso dei profitti scontato per il rendimento dell'attività alternativa, ossia del titoli di stato a lungo termine, cui si aggiunge un “premio per il rischio”. Conosciamo il rendimento dei titoli di stato a lungo termine – oggigiorno a dei livelli minimi, e conosciamo il livello dei profitti. Questi ultimi sono ai massimi storici negli Stati Uniti, come mostra il primo grafico, sono sotto i massimi storici ma stabili per quel che riguarda l'Europa, come mostra il secondo grafico. I

l primo grafico mostra i profitti sul PIL degli Stati Uniti: essi sono fra il 9% ed il 10% del PIL, proprio dove erano prima della crisi. Il secondo grafico mostra il margine lordo sul valore aggiunto delle imprese dell'Unione europea (linea nera) e dell'Euro-zona (linea blu). In questo caso abbiamo il reddito lordo, che è alla base, dopo alcuni importanti passaggi – costo del debito, ammortamento, imposte, dei profitti netti. In questo caso, abbiamo un livello inferiore a quello antecedente la crisi, ma stabile da qualche anno.

Abbiamo perciò una stabilità dei profitti a fronte di un fattore di sconto (le obbligazioni emesse dai Tesori) ai minimi. Se i profitti sono stabili e se il fattore di sconto non può scendere ulteriormente, il movimento delle azioni viene a dipendere dal “premio per il rischio”. Ecco allora che, se si teme che qualcosa di negativo accada, questo premio sale, viceversa, se si pensa che le cose stiano migliorando, esso scende. Le variabili che potrebbero nei prossimi tempi alzare il premio sono (quella maggiore) una caduta del prezzo del petrolio, e (quella minore) l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Invece, una stabilizzazione del prezzo del petrolio e la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea dovrebbero ridurre il premio per il rischio.

rating: 
0

No votes yet