Interpretare per decidere

Form di ricerca

Interpretare per decidere

Venerdì scorso sono usciti, come ogni primo venerdì di ogni mese, i dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti. Sono stati creati oltre duecento mila posti di lavoro, ed il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso.

Attenzione, il tasso di disoccupazione che è sceso è quello che nelle statistiche ha il nome di U-3 (Unemployment Three). Questo misura quante sono le persone che cercano attivamente lavoro sul totale degli occupati. In questo primo caso si ha il 4,9%. I numeri cambiano, se si misurano gli “scoraggiati” dal cercare lavoro. In questo caso si ha una misura diversa, ossia una disoccupazione maggiore, che ha il nome di U-6 (Unemployment Six). In questo secondo caso si ha il 9,7% (1).

In ogni modo, quel che colpisce dei dati di venerdì scorso è la modesta crescita dei salari (2) nonostante la riduzione del tasso di disoccupazione (se misurata come U-3). I salari sono, infatti, leggermente flessi su base mensile (-0,1%), e modestamente in crescita su base annuale (+2,2). Insomma, la disoccupazione scende (soprattutto se misurata come U-3), ma i salari ancora non salgono.

Che cosa deciderà la Banca Centrale degli Stati Uniti durante la riunione del 16 marzo? Alzerà i tassi per prevenire una crescita dei salari (e quindi l'inflazione da costi), e dunque si baserà sui dati U-3, oppure lascerà i tassi dove sono, perché i salari non crescono, dal momento che la disoccupazione misurata in maniera più ampia (U-6) si riduce meno velocemente?

La decisione è tutt'altro che semplice, perché non si ha a che fare con dei dati certi, ma con la loro interpretazione (3).

1http://www.bls.gov/news.release/empsit.t15.htm

2https://next.ft.com/content/fc3f733c-e20e-11e5-9217-6ae3733a2cd1

3http://www.centroeinaudi.it/lettera-economica/articoli-lettera-economica/commenti/4346-falchi-versus-colombe.html

rating: 
0

No votes yet