L'allarme con soluzione

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L'allarme con soluzione

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) lancia l'allarme sulla combinazione di bassa crescita (ossia una variazione del PIL mondiale rivista ancora al ribasso) ed un debito elevato (sia pubblico sia privato). Un debito crescente a fronte di un reddito che cresce meno è, infatti, una combinazione pericolosa, perché diventa sempre più difficile onorare il debito se il reddito cresce poco. Allo stesso tempo il FMI invita – per rilanciare l'economia - a varare una politica fiscale più lasca. Insomma, la spesa pubblica in deficit potrebbe – agendo sul lato della “domanda” che spinge le economie a salire - salvare la partita del debito crescente a fronte di una crescita asfittica. Allo stesso tempo il FMI invita i Paesi ad andare avanti con le riforme sul lato dell'”offerta”, ossia con la liberalizzazione dei mercati dei prodotti e del lavoro.

Un tempo l'invito del FMI era quello di portare la spesa pubblica sotto controllo e di liberalizzare i mercati. Per lubrificare gli ingranaggi c'era la politica monetaria. Ora avremmo sia il pedale dell'acceleratore (la spesa pubblica in deficit), sia il lubrificante (tassi e rendimenti ai minimi), nonché la liberalizzazione. La grande novità appunto è il ritorno della spesa pubblica in deficit.

I passaggi della nuova ricetta sono: 1) se gli imprenditori sono scettici sugli andamenti futuri, non investono e non assumono; 2) le famiglie indebitate non consumano e rimborsano il debito; 3) il costo del denaro (tassi e rendimenti) proprio perché molto basso (ossia che non può diventare ancora più basso) non genera una spinta propulsiva (quella che poteva generare la ha generata); 4) ergo, interviene la spesa pubblica, che ha orizzonti lunghissimi, e non ha alcun obiettivo di profitto; 5) la spesa pubblica in deficit è finanziata emettendo debito, ma questo ha un costo molto contenuto (vedi punto 3).

Nei prossimi Commenti discuteremo l'argomento.

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