Perché le banche flettono

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Perché le banche flettono

Prima la banca centrale europea (BCE) la settimana scorsa, poi quella del Giappone (BOJ) nei giorni scorsi, e, infine, quella Statunitense (FED) l'altro ieri, hanno deciso di continuare con le politiche più o meno accomodanti. La BCE e la BOJ con politiche molto accomodanti, la FED con politiche che possiamo definire neutrali. La FED, infatti, non compra più obbligazioni, ma continua a non ritoccare i tassi al rialzo, mentre le prime due portano i tassi sotto zero e comprano obbligazioni.

La Banca Centrale Europea (BCE) ha, invece, deciso di tagliare il tasso sulle riserve fino al -0,4 per cento, di alzare il volume di acquisti di obbligazioni del Tesoro e private, ed, infine, di finanziare (il piano detto TLTRO) le banche, se queste erogano crediti al settore privato ad un tasso nullo e fino al 30% della variazione dei crediti.

Perciò la vera novità è il LTRO. Le banche, per quanto paghino poco la raccolta, guadagnano molto poco erogando crediti, perché il rendimento delle obbligazioni dei Tesori è troppo basso. Anche aggiungendo al rendimento delle obbligazioni dei Tesori un maggior rendimento volto a coprire i costi di struttura ed il rischio credito, il reddito che ricavano – il margine di interesse – resta molto basso. Potrebbero pagare ancor meno la raccolta dalla clientela, ma è difficile che possano praticare dei tassi negativi. Infine, le banche debbono – a fronte di reddito modesto – accantonare risorse per coprire i cattivi crediti. Segue che i finanziamenti della banca centrale europea a tassi nulli o negativi – il LTRO - potrebbero alimentare i nuovi crediti. Le banche pagherebbero niente la raccolta e impiegandola ad un tasso sufficiente per remunerare i costi di struttura ed il rischio. Perciò le banche europee - fintanto che il LTRO non si palesa, esso per ora è una "nebulosa" - dovrebbero continuare ad avere un margine di interesse basso. E quindi seguire il “destino” di quelle degli altri paesi, ossia restare deboli. Questa settimana, almeno fino a giovedì, dopo che tutte le tre maggiori banche centrali si sono pronunciate a favore delle politiche che schiacciano i rendimenti, le azioni delle banche europee sono flesse del 5% circa.

Per approfondire:

https://next.ft.com/content/e8382250-ec20-11e5-888e-2eadd5fbc4a4

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