La guerra in Iran continua a innervosire i mercati. La durata del conflitto è la variabile cruciale di ogni riflessione, di ogni mercato: una durata oltre le quattro settimane, innescherebbe una serie di conseguenze disastrose. Inflazione in rialzo, crisi energetica, crisi alimentare, crollo dei mercati. La persistenza del conflitto non conviene a nessuno, tranne che a Israele e a Netanyahu, che deve garantirsi la permanenza nel ruolo. Trump accenna a qualche spiraglio di buon senso, parlando di negoziati in corso, smentiti dal Governo Iraniano. E’ probabile che ci sia una mediazione in atto, sostenuta dall’Egitto, dal Pakistan e dalla Turchia. Ne parliamo con Caludio Campesi e Nicola Cardia, dell’Area investimenti di SCM SIM.

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