La prima puntata della seconda stagione di “Oltre i Mercati” si apre in un contesto geopolitico teso, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso e le dichiarazioni volatili di Trump. Tommaso Gervasoni commenta la trimestrale di Nvidia, che capitalizza 5,4 trilioni di dollari (oltre cinque volte il FTSE MIB): ricavi in crescita dell’85% anno su anno, margini al 75%, segmento data center a 75 miliardi (+90%), aumento del dividendo a 25 centesimi e buyback da 800 miliardi. I numeri confermano la solidità degli iperscaler e trainano l’intero comparto semiconduttori, con Samsung — che pesa il 12% del PIL sudcoreano — e il Kospi protagonisti. Nicola Cardia analizza poi il fronte monetario: Kevin Walsh sta per giurare alla Fed in un contesto difficilissimo, con inflazione USA al 3,8%, PPI al 6,4% e mercato che sconta possibili rialzi anziché tagli. In Europa la BCE potrebbe alzare i tassi dello 0,75% entro fine anno per via dell’inflazione energetica importata. Allarme anche su UK (laburisti in crisi, decennale oltre il 5%, Farage in ascesa) e Giappone (asta dei quinquennali debole, PPI al 4,9%). Indicazione operativa: ridurre la duration obbligazionaria (3-5 anni), selezionare emittenti solidi come le grandi banche italiane e cogliere valore nei subordinati. Infine una riflessione sullo spread BTP-Bund: si è compresso non per merito italiano ma perché la Germania ha aumentato il proprio debito, mentre l’Italia resta fanalino di coda europeo per crescita del PIL (+0,5/0,6%).

