I PIR: cosa sono?
I PIR, Piani Individuali di Risparmio, sono nati nel 2017, come veicoli di investimento agevolati sul versante fiscale. L’idea di fondo era di spingere gli investitori italiani verso le PMI (Piccole Medie Imprese), che sono la vera dorsale dell’economia italiana e che, dopo la crisi del 2008, sono state significativamente penalizzate sul versante del credito, a causa delle regole molto rigide introdotte dai regolatori nell’assunzione del credito.
2020: le novità.
Il 2020 sarà ricordato come l’anno del COVID. Questo evento, oltre a ribaltare le regole di interazione sociale, ha messo in ginocchio le economie dei paesi più colpiti, incluso il Bel Paese. Il Governo ha ritenuto utile, con la legge di Bilancio del 2020, rafforzare la normativa, introducendo il PIR alternativo. A differenza del PIR, nella precedente versione, investire nell’Alternativo consente una dimensione di versamento di ben 300.000 euro annui per 5 anni, quindi cumulativamente di arrivare a ben 1,5 milioni di euro. Una novità importante.
Gestioni Patrimoniali: I numeri del 2025
Da Milano Finanza del 24 gennaio 2026
Gestioni Patrimoniali: i risultati del 2025. Da Milano Finanza del 24 gennaio 2026.
2025: dollaro debole, borse ai massimi
Il 2025 è stato un anno di volatilità, con drawdown (correzioni) fino al -19%. Il giorno del “Liberation day”, o meglio dell’annuncio dei dazi di Trump, ha acceso la miccia di una correzione robusta, a causa della sorprendente modalità di calcolo delle percentuali applicate.La negoziazione successiva ha sostenuto una ripresa che, alla fine dell’anno, ha toccato livelli molto interessanti.
Le borse mondiali sono salite in modo deciso: negli Stati Uniti l’S&P 500 è cresciuto di circa il 18%, in valuta locale, con un aiuto importante dai titoli della tecnologia e da alcune industrie molto forti. L’indebolimento del dollaro, di circa il 13%, ha sottratto però agli investitori europei la performance delle Borse Americane, che ha scontato l’incertezza politica e la prospettiva di taglio dei tassi da parte della FED. La Chronos, sempre brillante negli ultimi anni, ha scontato la debolezza del dollaro, avendo circa il 50% del portafoglio in $.
I mercati azionari europei hanno mostrato una buona tenuta, con il DAX tedesco in crescita del +23% e il FTSE Mib italiano a +31%, sostenuti da una stagione degli utili superiore alle attese e da segnali di stabilizzazione economica. Più contenuta la performance dell’Euro Stoxx 50 (+17%), riflesso di un’Europa ancora segmentata nei ritmi di crescita. La InGermany, che si avvale dell’Advisory di Georg Geiger, ha battuto il benchmark, realizzando un 24,6%.
Il 2025 è stato un anno positivo anche per i bond, dopo un periodo difficile negli anni prima. Le obbligazioni più rischiose, come quelle dei Paesi emergenti e l’high yield (titoli con rendimento più alto ma anche più rischio), hanno reso di più, in alcuni casi oltre il 10%. Le obbligazioni governative americane sono salite intorno al 6%, aiutate dal fatto che la banca centrale USA ha iniziato a tagliare i tassi durante l’anno. I titoli a scadenza breve e media hanno tenuto bene, mentre quelli molto lunghi hanno fatto più fatica, perché soffrono di più quando i mercati cambiano idea sui tassi futuri.
Nel 2025 l’oro ha avuto un anno straordinario, con una performance di circa +65–70% in dollari, il miglior risultato dagli anni ’70. Il prezzo è salito da circa 2.600 $/oncia a oltre 4.300–4.500 $/oncia nel corso dell’anno, toccando nuovi massimi storici e chiudendo il 2025 con un guadagno di circa +66%. Occorre sempre ricordare che la performance deve essere nettata dal cambio euro/dollaro (-13%)
Nel 2025 il WTI ha chiuso l’anno in calo di circa il 20–25% rispetto a fine 2024. Il prezzo del WTI era intorno ai 73–75 dollari al barile a fine 2024 e si è portato verso i 57–60 dollari a fine 2025, dopo un anno molto volatile con picchi sopra i 80 dollari in primavera ma una tendenza di fondo al ribasso per eccesso di offerta e domanda meno brillante.
In sintesi, il 2025 ha evidenziato l’importanza di un approccio prudente ma flessibile, capace di cogliere le opportunità offerte da un contesto in continua evoluzione.
Il team di Gestione
Head of Investments
Claudio Campesi
Esperienza : 10 Years
Skills and experties:
Laureato in Bicocca in Finanza e Servizi Finanziari, è entrato in SCM agli albori della sua carriera, nel 2011. Dal 2018, è Portfolio Manager della SICAV di SCM
In collaborazione con Bayes Investment LTD
I vantaggi fiscali
Esenzione dalla tassazione sul Capital Gain (26%) se la permanenza nell’investimento è di almeno 5 anni, con un massimo di 300.000 annui per 5 anni (1,5 milioni totali).
Esenzione dalle imposte di successione.
Investire in economia reale
Investire in PIR significa mettere capitali nell’economia reale, nel tessuto delle Piccole e Medie Imprese italiane
Un tempismo perfetto
Il PIR alternativo nasce contemporaneamente al PNRR, il programma per il rilancio dell’economia italiana che vale più di 200 miliardi, che si riverseranno sulle aziende del nostro paese.
Una gestione condivisa con Bayes Investments LTD
Portafogli diversificati con cura
La linea è composta da PMI con forti probabilità di crescita e con Management di alto livello
In collaborazione con Bayes Investments LTD
Il 30% è investito nel Made in Italy Fund
Il 50% viene investito in azioni di PMI Italiane, scelte con Bayes Investment LTD
Stile d’investimento
Portafogli molto diversificati
Ogni singolo titolo pesa relativamente poco sul portafoglio complessivo
Almeno il 70% è investito in piccole-medie aziende italiane
La certezza per l’investitore di sostenere il tessuto economico italiano
Investimenti in un’eccellenza Italiana: l’industria
L’Italia è storicamente la seconda produzione manifatturiera europea, davanti a Francia, UK e Spagna
I Vantaggi Fiscali
Esente da imposte di successione
Nessuna imposta in caso di morte dell’investitore
Esenti da imposte sulle plusvalenze
L’investitore risparmia il 26% di imposte
5 anni di permanenza nell’investimento
Il giusto tempo per un investimento in azioni
I motivi per investire
La ripresa in Italia
L’implementazione del PNRR darà un nuovo slancio all’economia del nostro paese
I PIR sostengono aziende italiane
A differenza dei grandi fondi, che investono nei principali indici e nelle grandi aziende, i PIR sono dedicati ad aziende Piccole e Medie, il tessuto dell’economia italiana
Le PMI: il tessuto economico più importante in Italia
Le PMI rappresentano il 92% delle aziende italiane e danno lavoro a circa 15 milioni di persone
Un’occasione speciale
Il vantaggio fiscale combinato con il momento storico del nostro Paese, danno vita a un’opportunità straordinaria



