Markets

Lunedì

Inizio di settimana poco mosso per i listini del Vecchio Continente, con i principali indici che chiudono in prossimità della parità, anche in virtù dell’assenza di rilevanti dati macroeconomici. Oltreoceano, Wall Street termina la prima seduta di contrattazioni in rosso appesantita dal comparto tecnologico (Nasdaq -1.00%; S&P500 -0.54%). Sul fronte obbligazionario, rilevante il movimento della curva dei rendimenti statunitensi, con i tassi a breve in rialzo di 7 bps (treasury a 2 anni 4.65%) e quelli a lunga di 5 bps (treasury a 10 anni 4.27%).

Martedì

Nonostante una lettura dei PMI servizi in espansione (51.5 contro una stima di 50.5) e sui massimi degli ultimi tre mesi, il Dragone Rosso, in scia alla chiusura di Wall Street, non riesce a rimbalzare (Hang Seng -1.90%). Poco mossa la borsa americana, concentrata sull’uscita di importanti dati macro: il dato Jolts sull’apertura di nuovi posti di lavoro è sceso a 8.733 milioni, molto al di sotto del consenso stimato a 9.3 milioni. L’indice ISM servizi di novembre si è invece assestato a quota 52.1, in risalita dai 51.8 di settembre. In frazionale rialzo i listini europei, con Piazza Affari che supera i 30mila punti (+0.56%), risultando la migliore di giornata.

Mercoledì

Diversi appuntamenti macro sono previsti in giornata. Anzitutto, come da previsioni degli analisti, la Bank of Canada ha mantenuto i tassi di interesse di riferimento al 5%, comunicando come tale livello stia efficacemente contrastando la crescita dei consumi, anche se l’atteggiamento nei confronti delle prospettive legate all’inflazione si mantiene prudente. Il rapporto ADP statunitense ha definito un aumento dell’occupazione nel settore privato di 103mila unità a novembre, notevolmente al di sotto del consenso di 130mila e in calo dai 106mila della precedente lettura. La risposta del mercato è stata negativa: l’indice S&P500 ha ceduto lo 0.40%, mentre peggiore la performance dei tecnologici, con il Nasdaq in arretramento dello 0.56%. Seduta invece di rialzi generalizzati per le borse europee, con l’Eurostoxx 50 che chiude a +0.70%.

Giovedì

Dopo i rialzi delle precedenti sessioni, rintracciano i listini europei, chiudendo però con perdite contenute. In attesa del dato sui Nonfarm Payrolls, previsto nella giornata di venerdì, Wall Street registra una seduta tonica guidata dal comparto tech e da quello dei servizi di comunicazione: l’S&P 500 termina le contrattazioni in verde dello 0.80%, mentre il Nasdaq dell’1.48%.

Venerdì

Giornata nella quale l’attenzione degli investitori è rivolta interamente all’uscita dei dati macro sul mercato del lavoro statunitense. La lettura delle buste paga non agricole (Nonfarm payrolls) ha indicato la creazione di 199mila posti di lavoro nel mese di novembre, in aumento rispetto ai 150mila di ottobre e superiore al consenso di 180mila. Il tasso di disoccupazione nel mese corrente si è invece assestato al 3.7%, al di sotto della stima di 3.9%. Dopo una prima iniziale risposta negativa ai dati, i quali hanno denotato un mercato del lavoro ancora solido, Wall Street ha virato al rialzo, terminando la seduta in verde (S&P550 e Nasdaq +0.40%). Positivo anche il fine settimana per l’azionario europeo, con rialzi diffusi attorno al punto percentuale.

Monetary Policy

EUROPA

I PMI servizi europei sono risultati superiori alle aspettative, anche se permangono in territorio di contrazione.

Le vendite al dettaglio nella Zona Euro nel mese di ottobre si sono assestate, su base annuale, al -1.2%, inferiori al consenso di -1.1%.

USA

La lettura dei PMI servizi è stata in linea con le attese e in territorio di espansione (50.8). Il dato dell’Università del Michigan sul sentiment degli investitori si è rivelato abbondantemente oltre le previsioni a quota 69.4.

Contrastati i dati sul mercato del lavoro: infatti gli Jolts Job Openings, assestandosi a 8,733 milioni, sono risultati in calo, mentre i Nonfarm Payrolls in rialzo di quasi 50mila unità dalla precedente rilevazione.

CONSIDERAZIONI FINALI E POSIZIONAMENTO LINEE DI GESTIONE

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da importanti dati macro sul mercato del lavoro statunitense. In particolare, il dato sulle buste paga non agricole, uscito al di sopra delle aspettative stimate dagli analisti, ha evidenziato un mercato del lavoro ancora solido ponendo ulteriori interrogativi su quando la Fed potrà procedere al taglio dei tassi. Intanto la Bank of Canada ha mantenuto invariato il livello dei tassi di riferimento al 5%, definendosi soddisfatta dei progressi svolti, pur mantenendo un atteggiamento estremamente prudente in merito alle prospettive dell’inflazione.

I mercati azionari europei hanno registrato performance positive nell’ordine dei due punti percentuali, mentre più contenuti i guadagni di Wall Street.

Sul fronte obbligazionario, meno dirompenti rispetto alle precedenti settimane i movimenti dei tassi, con il decennale statunitense in rialzo di 3 bps e i pari durata italiani e tedeschi in calo rispettivamente di 3 e 9 bps.

Sul lato valutario, l’eurodollaro si assesta a 1.0763.

Le nostre linee di gestione azionarie continuano a beneficiare del trend rialzista di fine anno dei mercati. Nel dettaglio la linea Chronos ha ritoccato nuovamente i massimi da inizio anno così come la Ladder.