Mercati finanziari

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La newsletter quotidiana sul commento dei mercati è stata sostituita, a partire dal 25/05/2016,  con le due newsletter settimanali che potete trovare nelle nuove sezioni “TRA MERCATI & FINANZA” e “TRA FISCALITÀ & FINANZA”

Comitato d'investimento - maggio 2016

Questo pomeriggio si riunisce il Comitato Investimenti. Ecco la relazione introduttiva, cui seguirà il dibattito, ed, infine, le decisioni, che comunicheremo al più presto.

Le economie crescono ancora poco, non si ha inflazione, intanto che i bilanci pubblici sono sostenuti dalla politica monetaria ultra-espansiva, ossia il basso costo del debito permette non non tagliare la spesa. Questo - in due parole - il quadro. Le ripercussioni sono ovvie: il reddito fisso rende poco, mentre le borse fanno una gran fatica ad andare oltre i livelli raggiunti durante l'estate scorsa. La politica monetaria ultra-lasca dovrebbe restare tale a lungo, mentre si inizia – con molta cautela - a proporre il ritorno di una politica fiscale lasca.

Non desta quindi meraviglia che i mercati finanziari siano “imbambolati”: i rendimenti a lungo termine non hanno una vera direzione, così come le borse, rimbalzate – e molto - da metà febbraio, si sono negli ultimi tempi fermate. Un cambiamento di direzione lo potremmo avere solo con una ripresa dell'economia, che si ripercuote sui fatturati e sugli utili, e con il ritorno di una politica monetaria restrittiva, che spingerebbe al rialzo i rendimenti, ma questo cambiamento ancora non si palesa.

Con una curva dei rendimenti ripida, ma con un livello dei rendimenti quasi nullo, le banche hanno un “margine di interesse” basso. Nella fattispecie italiana esse non guadagnano a sufficienza per coprire velocemente i cattivi crediti cumulati. Nel caso del petrolio vi è stato un forte rimbalzo – dai 25 ai 45 dollari al barile – ma questo prezzo – prezzo che dovrebbe mantenersi fin tanto che si avrà sovra capacità produttiva – non è sufficiente per coprire le spese dello “stato sociale” dei Paesi produttori, né per riportare le imprese energetiche a dei livelli di redditività che siano attraenti. Le banche ed il settore energetico, che pesano moltissimo nell'indice della borsa italiana, ma che sono importanti anche negli altri Paesi, dovrebbero continuare a “zavorrare” le borse.

In conclusione: nel campo delle obbligazioni emesse dai Tesori abbiamo dei rendimenti nominali che sono negativi o nulli nella parte breve della curva e quasi nulli o modestissimi nella parte lunga. Non ha quindi senso allungare la durata i portafogli, perché a fronte di un guadagno modesto si corre un rischio, che potrebbe emergere anche per piccoli movimenti al rialzo dei rendimenti. Le azioni sono attraenti principalmente perché le obbligazioni rendono poco o niente. Se in molti escono dalle obbligazioni e comperano azioni, ecco che i prezzi delle seconde salgono. Inoltre, il rendimento (dividendo su prezzo) delle azioni è molto più alto del rendimento delle obbligazioni (cedola su prezzo) in Europa, mentre non è molto diverso negli Stati Uniti. Il rendimento relativo (dividendo su prezzo) delle azioni dovrebbe agire da “paracadute” per le azioni, anche se l'economia rallentasse ed i profitti flettessero - i dividendi sono, infatti, una quota dei profitti e potrebbero restare invariati.

Demografia e pensioni / I

Uno degli argomenti che va per la maggiore ha a che fare con la demografia: troppi anziani! Chi pagherà mai le pensioni? Vogliamo gli extracomunitari per avere dei giovani! No, non li vogliamo! E via andando. Esiste un modo sobrio e distaccato per giudicare queste cose, il cui nome elegante è “transizione demografica” (1).

Il ruolo di Atlante

In Italia il debito delle imprese e delle famiglie è – diversamente da quello pubblico - relativamente modesto e quindi esse non rifuggono dal credito per disindebitarsi - come avvenuto in altri Paesi quando il debito privato era troppo alto.

I mercati giorno per giorno - IV

Per avere un'intelligenza puntuale intorno agli andamenti dei mercati si possono usare nove indicatori, tutti basati sui prezzi giornalieri (vedi il Commento del 3-3-16, del 24-3-16, e del 8-4-16). Con l'aggiornamento del 24 marzo si aveva la stabilizzazione delle quotazioni degli indicatori.

La riunione di aprile della Federal Reserve

La riunione della Banca Centrale degli Stati Uniti si è conclusa con un nulla di fatto. Gli acquisti di obbligazioni – il Quantitative Easing – sono finiti nel 2014, e non saranno ripresi, mentre il rialzo dei tassi è stato rimandato. I titoli in scadenza saranno ricomprati fino a quando la situazione non si sarà normalizzata.

La mano pubblica

La Banca Centrale del Giappone investe in borsa attraverso gli ETF. Il Fondo Pensioni statale del Giappone altrettanto. Insieme si stima che posseggano il 10% della borsa.

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